Il Mundial Dimenticato - La vera incredibile storia dei Mondiali di Patagonia
Un film di Lorenzo Garzella, Filippo Macelloni. Documentario, - Italia, Argentina 2011.- JP Entertainment.
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Un film di Lorenzo Garzella, Filippo Macelloni. Documentario, - Italia, Argentina 2011.- JP Entertainment.
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Milano, dicembre 1969. Giuseppe Pinelli è un ferroviere
milanese. Marito, padre e anarchico anima e ispira il Circolo Anarchico
Ponte della Ghisolfa. Luigi Calabresi è vice-responsabile della Polizia
Politica della Questura di Milano. Marito, padre e commissario segue e
sorveglia le opinioni politiche della sinistra extraparlamentare.
Impegnati con intelligenza e rigore su fronti opposti, si incontrano e
scontrano tra un corteo e una convocazione. L'esplosione alla Banca
Nazionale dell'Agricoltura di Piazza Fontana, in cui muoiono diciassette
persone e ne restano ferite ottantotto, provoca un collasso alla
nazione e una tensione in quella ‘corrispondenza cordiale'. Convocato la
sera dell'attentato e interrogato per tre giorni, Pinelli muore in
circostanze misteriose, precipitando dalla finestra dell'Ufficio di
Calabresi. Assente al momento del tragico evento, il commissario finisce
per diventarne responsabile e vittima. Perseguitato con implacabile
risolutezza dagli esponenti di Lotta Continua, ‘implicato' dalla
Questura e abbandonato dai ‘dirigenti', continuerà a indagare sulla
strage, scoprendo il coinvolgimento della destra neofascista veneta e la
responsabilità di apparati dello Stato. Una promozione e un
trasferimento rifiutati confermeranno la sua integrità, determinandone
il destino.
È un film secco e pudico quello di Marco Tullio Giordana che mette mano
(e cuore) su una delle pagine più tragiche della nostra storia recente.
Come e insieme a Pasolini. Un delitto italiano, Romanzo di una strage
è un film sulla morte, sulla morte al lavoro. Il regista milanese
affronta una delle stragi più devastanti e destabilizzanti della nazione
e vi cerca dentro il ‘senso' della vita di Giuseppe Pinelli e Luigi
Calabresi, assieme ai segni e alle tracce della nostra prematura morte
civile. Perché in Piazza Fontana, sull'asfalto della questura di Milano e
in Largo Cherubini non sono morti solo loro. In quella terra di nessuno
della coscienza e della memoria sono caduti anche i sogni e le speranze
degli anni Settanta.
Nella notte di Giordana, come in quella di Bellocchio, si muove la generazione che ha ucciso due padri e non è riuscita ad assumere e a fare propria la loro storia. Potenzialmente popolare, il cinema di Giordana prova ancora una volta a superare le rigidità ideologiche e a recuperare l'umanità del gesto, ricostruendo l'Italia di allora con scrupolo filologico (e giuridico) di grande rigore. Asciutto come un giallo ed essenziale come un courtroom drama, Romanzo di una strage dimostra con l'eloquenza dei fatti che non c'è stata giustizia e che la Legge dei tribunali si risolve troppo spesso in un'opera di rimozione.
Pronto
a reinventare per il grande schermo paure e passioni, Giordana
ribadisce la sua assoluta predilezione per il melodramma (lirico), di
cui elude l'emotività iperbolica ma assume i ‘movimenti' musicali.
L'opera, che accompagna la narrazione ‘in atti' e viene dichiarata ‘in
scena' da un burocrate, è l' “Anna Bolena” di Gaetano Donizetti. Come la
regina inglese, consorte ripudiata e ‘spinta' alla morte da Enrico
VIII, Pinelli e Calabresi sono figure autenticamente tragiche,
profondamente maltrattate, profondamente dolenti eppure sempre dignitose
e nobili. Abile a scardinare l'omertà e a rompere pesanti silenzi, il
regista ‘esplora' la materia drammatica di una nazione, guidando lo
spettatore con assoluta empatia nella sofferenza di due uomini ostinati e
contrari.
Giuseppe Pinelli e Luigi Calabresi hanno rispettivamente il volto di Pierfrancesco Favino e Valerio Mastandrea, sorprendenti nel sottrarsi al rischio corso da un attore chiamato a interpretare un personaggio reale. Nessuna mimesi o impudica spavalderia nelle loro performance, piuttosto frammenti, intuizioni, visioni parziali di quei corpi nel teatro di un delitto senza castigo. ‘Romanzato' da Rulli e Petraglia e agito in pomeriggi declinanti e in interni da cui si esce in qualcosa che non sembra il mondo ma solo un altro interno, Romanzo di una strage semplifica, ‘interpreta' e agevola (la comprensione di) una strage impunita. Nell'assurda e crudele immodificabilità delle cose, a due mogli-madri (Licia Pinelli e Gemma Calabresi nell'interpretazione misurata e composta di Michela Cescon e Laura Chiatti) appartiene altrimenti lo smottamento di tenerezza, restituito con una sciarpa calda e una cravatta bianca.
Marzia Gandolfi (mymovies)
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Un film di Steve McQueen. Con Michael Fassbender, Liam Cunningham, Stuart Graham, Brian Milligan, Liam McMahon.
«continua
Helena Bereen, Larry Cowan, Linden Ashby, Lori Heuring, Bjorn Johnson, Joe Egender, Laura Albyn, Julian Rojas, Lea Kohl, Kathy Shea, David Nicholson, Britton Partain
Drammatico, durata 96 min.- Gran Bretagna, Irlanda 2008.- Bim | |
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di Giancarlo Zappoli
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Quasi amici |
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Un film di Olivier Nakache, Eric Toledano.
Con François Cluzet, Omar Sy, Anne Le Ny, Clotilde Mollet, Audrey Fleurot.
«continua
Titolo originale Intouchables.
Commedia,
durata 112 min.
- Francia 2011.
- Medusa | ||
La vita derelitta di Driss, tra carcere, ricerca di sussidi statali e un rapporto non facile con la famiglia, subisce un'impennata quando, a sorpresa, il miliardario paraplegico Philippe lo sceglie come proprio aiutante personale. Incaricato di stargli sempre accanto per spostarlo, lavarlo, aiutarlo nella fisioterapia e via dicendo Driss non tiene a freno la sua personalità poco austera e contenuta. Diventa così l'elemento perturbatore in un ordine alto borghese fatto di regole e paletti, un portatore sano di vitalità e scurrilità che stringe un legame di sincera amicizia con il suo superiore, cambiandogli in meglio la vita.
Un film di Martin Scorsese. Con Ben Kingsley, Sacha Baron Cohen, Asa Butterfield, Chloe Moretz, Ray Winstone,
Emily Mortimer, Jude Law, Johnny Depp, Michael Pitt, Christopher Lee, Michael Stuhlbarg, Helen McCrory, Richard Griffiths, Frances de la Tour, Angus Barnett, Gulliver McGrath, Edmund Kingsley, Eric Moreau, Mihai Arsene, Emil Lager, Shaun Aylward
Avventura, Ratings: Kids, durata 125 min. - USA 2011. - 01 Distribution | |||||
Il piccolo Hugo Cabret vive nascosto nella stazione di Paris Montparnasse. Rimasto orfano, si occupa di far funzionare i tanti orologi della stazione e coltiva il sogno di aggiustare l'uomo meccanico che conserva nel suo nascondiglio e che rappresenta tutto ciò che gli è rimasto del padre. Per farlo, sottrae gli attrezzi di cui ha bisogno dal chiosco del giocattolaio, un uomo triste e burbero, ma viene colto in flagrante dal vecchio e derubato del prezioso taccuino di suo padre con i disegni dell'automa. Riavere quel taccuino è per Hugo una questione vitale.
Con l'adattamento di "La straordinaria invenzione di Hugo Cabret", Martin Scorsese si ritrova e si perde allo stesso tempo, andando alla ricerca del tempo perduto, lui che il meccanismo del tempo, al cinema, lo ha messo alla prova più di altri. Tra le centinaia di persone che affollano il cosmo della stazione ferroviaria, immagini di una cartolina animata da un illusionista, è difficile riconoscere di primo acchito il regista, prestato a stantii siparietti tra ufficiali e fioraie, signore col cane e pretendenti col giornale, che avremmo visto meglio in un film di Jeunet. Quello che non è difficile riconoscere, invece, è il suo amore per la settima arte, profondo come un abisso.
Ed è proprio in quell'abisso che ci fa sprofondare l'incipit del film, in un crescendo d'incanto: la tecnologia tridimensionale smette di essere sfoggio e diviene bullone imprescindibile della costruzione; d'altronde, il film incrocerà di lì a poco Georges Meliès, il padre degli effetti speciali e dell'animazione dell'inanimato.
Ma padre non è solo un modo di dire, non in questa circostanza. Il film, infatti, si presenta letteralmente come un'avventura da cinéfils, nel senso che Daney dava al termine, essendo la storia di un ragazzo che, cercando il proprio padre, trova il cinema. Eppure è proprio su questo punto che Hugo Cabret rischia di perderci e di vederci abbandonare il vagone. Non è tanto la fine consistenza della trama (non era certo un cinema della narrazione, quello degli esordi) e non sono solo i dialoghi artefatti. Più che mai, a frenare l'emozione, è l'abito da film per cinefili cucito su un film per neofiti.
Al cinefilo viene qui sottratto il godimento principe, quello di partecipare ad una missione clandestina, dove l'oggetto del desiderio è qualcosa da andarsi a cercare, lontano dal plauso della critica. Nella rilettura di Scorsese del bell'ibrido cartaceo di Brian Selznick, la magia dell'esperienza cinematografica è esplicitata e ribadita ogni pochi minuti e lo stesso trattamento è riservato al mistero e all'avventura, con effetti a dir poco ridondanti. S'invita lo spettatore ad ammirare lo spettacolo sensazionale, ad emozionarsi di fronte al meraviglioso, ma di fatto lo si tira per un braccio lungo un cammino prestabilito e didattico, che nulla ha di perturbante e molto di accattivante.
Più che dietro gli occhi del giovane Hugo, il regista sembra essersi messo al posto dell'imbonitore di un tempo, colui che, quando il cinematografo era ancora uno spettacolo da fiera, sbandierava la natura straordinaria dell'invenzione per portare gente al proprio baraccone. Di fronte a questa presa di posizione (e a questo posizionamento), si può allora legittimamente avvertire o decidere una presa di distanza, perché se il film non può non piacere è anche perché è studiato per farlo.
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Cinema Centrale Via Carlo Alberto, 27 - Torino. Telefono: +39 011 540 110 mappa» |
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The Iron Lady |
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Un film di Phyllida Lloyd.
Con Meryl Streep, Jim Broadbent, Olivia Colman, Roger Allam, Susan Brown.
«continua
Nick Dunning, Nicholas Farrell, Iain Glen, Richard E. Grant, Anthony Head, Harry Lloyd, Michael Maloney, Alexandra Roach, Pip Torrens, Julian Wadham, Angus Wright
Biografico,
durata 105 min.
- Gran Bretagna 2011 | |